Rileggendo la bolla di indizione dell’Anno Santo 2025.

 

Ogni Giubileo viene proclamato tramite la pubblicazione di una Bolla papale d’indizione. Un documento con il quale il Romano Pontefice definisce ufficialmente l’anno giubilare, offrendo indicazioni per la sua celebrazione.

Per il Giubileo 2025, la Bolla è stata consegnata la sera del 9 maggio, durante i secondi vespri della solennità dell’Ascensione: Spes non confundit, una speranza che non delude, inviata alle Chiese dei cinque continenti. Una citazione dalla lettera di san Paolo ai Romani (5,1-5), che invita tutti ad essere pellegrini della speranza.

A dieci anni dal Giubileo straordinario indetto con la bolla Misericordiae vultus (2015), il nuovo documento intende rianimare, nella speranza, quella fonte di gioia, di serenità e di pace ravvisata nella misericordia. Fondamento di questa speranza è l’amore stesso di Dio, manifestato in Cristo Gesù e reso vivo nei cuori dei credenti per l’azione dello Spirito Santo. La speranza cristiana, in effetti, non illude e non delude, perché è fondata sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino.

Coraggio e fiducia, è quanto il Santo Padre vuole infondere nei cristiani, nel loro difficile cammino di fede verso la Patria celeste, moltiplicando il dono nei confronti di ogni essere umano, straziato tra angosce e ansie, dovute alle vicissitudini della vita.

La Bolla contiene indicazioni, proposte, suppliche e appelli. Riguardo alle indicazioni celebrative, il Papa stabilisce un piccolo calendario che va dall’inizio solenne con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano (il 24 dicembre 2024), alla sua chiusura il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore. Nelle domeniche successive verranno aperte le Porte Sante delle altre Basiliche Papali dell’Urbe, oltre a particolari Porte Sante nelle prigioni.

Nelle chiese particolari, la Bolla stabilisce che venga celebrato l’inizio solenne il 29 dicembre 2024 in tutte le cattedrali e concattedrali; la chiusura, il 28 dicembre 2025.

Per quanto riguarda le proposte, al fine di vivere intensamente e cogliere pienamente la grazia dell’Anno Santo, Papa Francesco propone alcuni mezzi spirituali efficaci, iniziando dal pellegrinaggio. Elemento fondamentale di ogni evento giubilare, è un tempo qualificato per chi va alla ricerca del senso della vita. Il cammino del pellegrinaggio, ricorda il Santo Padre, “favorisce la riscoperta del valore del silenzio, della fatica, dell’essenzialità.” Per questo, i “pellegrini di speranza” sono invitati a percorrere con devozione oltre alle vie antiche (come gli itinerari romani delle catacombe e delle “sette chiese”), anche nuovi sentieri. Ad esempio transitando da un paese ad un altro, da una città all’altra, scoprendo nuove culture, immergendosi nella contemplazione del creato e delle opere d’arte, ringraziando Dio per le tante meraviglie della natura.

Il pellegrinaggio di speranza, inoltre, si colloca all’interno dell’esperienza di sinodalità che la Chiesa universale sta maturando. Tale esperienza dovrebbe rinforzare il legame tra l’anno giubilare e la volontà di camminare insieme, come unico popolo di Dio redento da Cristo e radunato sotto la guida dello Spirito Santo. Per questo, il Santo Padre rivolge un invito particolare ai fedeli delle chiese orientali (in comunione o no con il Successore di Pietro), più volte perseguitati per la loro fedeltà a Cristo, ad incamminarsi verso Roma affinché “la speranza di essere amati dalla Chiesa che non li abbandona, renda ancora più forte il segno del Giubileo”.

Il secondo mezzo spirituale che Francesco propone per l’Anno Santo è il sacramento della Riconciliazione. Perdono e indulgenza sono in effetti due caratteristiche fondamentali di ogni Giubileo. Perciò i pellegrini di speranza sono invitati ad accostarsi al sacramento della Riconciliazione, “insostituibile punto di partenza di un reale cammino di conversione”. Vivendo in un contesto come il nostro, dove si parla poco di perdono e dove sempre di più aumentano i casi di rancore, di odio, di chiusura e di violenza, il Giubileo offre una opportunità, per ripercorrere con forza la grande strada del perdono.

Il terzo mezzo spirituale che può rendere fruttuoso il Giubileo, è l’impegno ordinario e fecondo di un cammino zelante nella fede, operoso nella carità e perseverante nella speranza.

La bolla giubilare Spes non confundit non si limita solo a presentare l’Anno giubilare e a indicare i mezzi che ne attestano l’efficacia. Essa evidenzia dei segni tangibili, che rendono evidente il contenuto. Si tratta di quei “segni dei tempi, che racchiudono l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio” e che “chiedono di essere trasformati in segni di speranza”. Il Santo Padre enumera tra gli altri: la pace; la trasmissione della vita; la sorte dei detenuti, unitamente all’invito rivolto a tutti i vescovi affinché si facciano portavoce contro la pena di morte.

A conclusione la Bolla contiene alcune suppliche, affinché sia concreta l’apertura alla speranza: l’amnistia ai detenuti; il condono dei debiti ai Paesi insolventi, l’istituzione di un Fondo mondiale per combattere la fame (con i fondi ora destinati agli armamenti),  il rispetto e la conservazione del creato.

Uno speciale appello, a 1700 anni dal primo concilio di Nicea, è dedicato all’unità dei cristiani, chiamati ad essere “segni”, “annunciatori” e “testimoni” della speranza nel mondo.

Joseph Hoina