Entrando nella “città vecchia” di Gerusalemme dalla porta di S. Stefano (o dei Leoni) troviamo, sul lato destro della strada, l’ingresso di un’area archeologica molto interessante, affidata alla custodia dei Padri Bianchi.

Due sono le memorie custodite: la Piscina Probatica, con riferimento biblico alla guarigione del paralitico narrata dall’evangelista Giovanni (Gv 5,1-8) e la casa natale di Maria Santissima, con una tradizione derivata dal Vangelo apocrifo di S. Giacomo.

Sull’ubicazione della Piscina Probatica non ci sono dubbi, gli scavi archeologici hanno dato ampia conferma. Circa il luogo natale della Vergine Santa non abbiamo evidenze scientifiche, ma ci  raggiunge una tradizione significativa.

 

 

La basilica è del periodo crociato (dopo il 1099), la trasformazione in scuola coranica durante la successiva occupazione musulmana l’ha preservata dalla distruzione.

La chiesa ha un fascino sobrio molto apprezzabile, composta da tre navate e dalla sottostante cripta, nella zona che si ritiene corrisponda alla dimora gerosolimitana di Gioacchino ed Anna, genitori di Maria Santissima.

La connessione con il luogo dove è avvenuto un miracolo di guarigione (Piscina Probatica) ci può suggerire di ricercare, nella basilica, delle indicazioni per coltivare atteggiamenti positivi e sananti.

La chiesa del periodo bizantino (sec. V), costruita sul luogo della memoria della guarigione del paralitico, era stata già dedicata alla Madre di Dio, cogliendo fin dall’inizio un nesso rilevante.

Dal prezioso contesto familiare che ha animato questi luoghi, deriviamo una riflessione sulla qualità delle relazioni e sulla conseguenti dimensioni generative e sananti.

 

 

Una buona relazione interpersonale la consideriamo generativa non solo nelle sue potenzialità biologiche, ma anche in senso lato, come capacità di apportare, migliorare la vita di chi entra in relazione con noi. Veramente una buona relazione può far rinascere gli altri.

La novità vitale del bene che generiamo è certamente una forza sanante, che fa stare bene, che guarisce.

La nostra natura umana non può limitarsi a fruire della manifestazione spontanea, anche un po’ occasionale, dei valori generativi e sananti. Ci è connaturale volere, desiderare e coltivare efficacemente una capacità relazionale che dia vita, che renda migliori gli altri.

Guarda il video “Guariti, dalle buone relazioni”