A volte la comunicazione è particolarmente intensa anche esprimendosi con un vocabolario limitato. Una parola sola (e neppure particolarmente significativa) potrebbe essere un minimo necessario. Durante una colonia con bambini e giovani disabili, realizzata dalla caritas diocesana di Kinshasa (Rep. Dem. Congo), “topolino” è stata pressoché l’unica parola utilizzata nella comunicazione tra un animatore e una bambina con gravi problemi mentali.

Unica la parola ma molte le espressioni che la accompagnavano, dal solletico per distrarla dall’impulso a mordere i polsi di chi la teneva per mano, all’approvazione gioiosa dei momenti e gesti migliori: “topoliiiinoooooo?!?!”

Certo non basta “la parola”. È necessario che la comunicazione si esprima dentro la vita, attraverso la verità dei gesti e la serietà dei sentimenti. È importante, in ogni esperienza umana, saper definire e difendere la spazio della condivisione. Non è mai sufficiente “fare qualcosa” per gli altri. Solo quando stiamo con gli altri, esponendo chi siamo noi e accogliendo chi è l’altro, abbiamo una base sufficiente per agire insieme e costruire qualche cosa di buono.

La presenza del Regno di Dio è una storia di alleanze, di presenze che stanno insieme ed insieme apprendono ad agire. Il Regno si manifesta dove ci sono presenze capaci di incontrarsi senza orgoglio né prevaricazione, ma con verità, svestendo le ipocrisie e riconoscendosi poveri e bisognosi del bene altrui. Il Regno si costruisce dal basso. Non solo per l’ovvia necessità di iniziare dalle fondamenta, ma soprattutto per la misura dell’essere “piccoli”, offrendo un servizio libero dall’arroganza del potere.

“Topolino”, nell’esempio citato in apertura, è stata una parola coniugata con molte espressioni del viso, anche con il cipiglio del rimprovero. Con maggiore frequenza, tuttavia, la parola era dedicata alla gioia, allo stupore, alla simpatia verso tutto quello che circondava la bambina, soprattutto verso le presenze di altre persone, stabili od occasionali. Il Regno cresce dove riusciamo ad essere una presenza vivificante, che apre orizzonti, accende speranze. Anche piccole, come il ritrovamento di una scatola di sardine, vuota, che Bertina (questo il nome della bambina di Kinshasa) amava far risuonare accanto al suo orecchio, dopo averla opportunamente fornita di alcune pietruzze.

Il Regno è presente in mezzo a noi e tuttavia dobbiamo cercarlo. Non prescinde dalla nostra libertà, né dalla verità del nostro amore per gli altri. Il Regno è dove sappiamo essere presenti e umili, dove apprendiamo dai “piccoli”. Il Regno è dove siamo chiamati ad essere presenti anche noi.

Luciano Ruga