Ansia, rabbia,  panico… sono reazioni normali e funzionali nella vita dell’essere umano. Nella situazione storicamente drammatica in cui versa il popolo palestinese, tali vissuti possono indubbiamente aumentare il loro potenziale negativo. Se poi li consideriamo nell’esperienza  di una giovane persona sorda, la deriva patologica può diventare più di un rischio.

In preparazione al nuovo anno scolastico 2025-2026, presso l’Istituto ”Effetà Paolo VI”, a Betlemme, abbiamo organizzato un primo incontro formativo per docenti. Una ventina di partecipanti ha seguito la conferenza in lingua araba del dott. Tony Hain (psicoterapeuta). Il gruppo qualificato e numericamente contenuto,  ha favorito una buona interazione con il relatore, permettendo di giungere rapidamente a concretizzazioni utili per le attività educative dei docenti.

 

 

Pensieri negativi…  sintomi fisici…  comportamento… dalla interazione di questi elementi si sviluppa, in modo autonomo e crescente, la serietà del problema. Sono necessari  interventi utili a interrompere la spirale negativa e ricondurre ad un sano equilibrio vissuti ed interazioni. Diversamente ci troveremmo di fronte ad alunni ansiosi (in particolare per l’influsso della non comprensione uditiva propria della persona sorda) e a docenti stressati.

Quattro colonne per non smarrire un cammino positivo e costruttivo: Sicurezza Struttura Sostegno Successo. Ridurre la sensazione di rischio, attivare una sana routine e schemi di operatività funzionali,  comunicare in modo  positivo e incoraggiante, permette di favorire il conseguimento di traguardi possibili e confortanti, che premiano e rassicurano.

L’incontro con i docenti ha permesso di individuare gli elementi di maggior rilievo nei vissuti degli studenti e delle loro famiglie. L’itinerario formativo promosso dalla comunità dei Silenziosi Operai della Croce di casa Mater Misericordiae (Gerusalemme est), vuole  infatti raggiungere tutti coloro che sono chiamati ad accompagnare  il cammino delle persone sofferenti, nel drammatico contesto palestinese. Un invito ad assumere in modo attivo la propria responsabilità, a rendere migliore la propria ed altrui esistenza, malgrado i venti di morte che soffiano tra ipocrisie e interessi economici. Quando prospera l’ingiustizia e si calpestano i diritti umani.