di Paola Manganiello
Ci sono momenti in cui la vita sembra presentarci soltanto dolore: la fatica, la solitudine, l’attesa, la malattia, l’età avanzata. Situazioni sofferte che determinano una specie di non-luogo per le nostre relazioni. Uno spazio dove la vita scorre in “diminuendo”, pronta a scomparire.
Eppure l’intera esistenza di Gesù Cristo, il mistero pasquale di morte e risurrezione, ci parla di un “luogo” eterno, di uno spazio denso di vita, che vince la morte.
La comunità dei Silenziosi Operai della Croce di casa Mater Misericordiae sta offrendo una presenza di attività volontaria presso la casa di riposo “ Notre-Dame des Douleurs” a Gerusalemme.

L’incontro con vite fragili, declinanti, può diventare uno degli impulsi più efficaci a ritrovare senso e bellezza anche nei momenti sofferti, quando il cammino della vita ci appare quasi inesistente.
Avvicinarsi alle persone anziane, significa molto più che offrire un aiuto pratico. Evidenzia, in modo particolare, il dono del proprio tempo, con gratuità, abbandonando l’importanza del “fare”, che l’età ha ormai reso vacuo per i nostri interlocutori. Ascolto e presenza, dialogo semplice che sa ovviare anche al limite della lingua (un cruccio dei non arabofoni). Gesti e sorrisi, “parole” che non hanno bisogno di un apparecchio acustico.
Dialoghi delle cose qualunque, che la presenza di Cristo rende straordinariamente preziosi: “Qualunque cosa avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Dalle relazioni apparentemente senza strade, emergono sentieri nuovi, cammini che si riempiono di senso e fanno rifiorire gli animi. Sono spesso dei percorsi inediti, piccole rivelazioni, vitalità inaspettate in un contesto dove l’età media è una cifra rilevante.
Dignità che si dona nei gesti, offerti e ricevuti, fragili tra le mani e possenti nel cuore. Non viviamo mai relazioni a senso unico, dove qualcuno dà e altri solo ricevono. C’è una vitalità affluente, ricca di senso e di bellezza, che ci raggiunge e ci rinnova. Talvolta proprio dove la vita sembrava solo un declino, parcheggiata ai margini, in sterile attesa.